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Da tempo Google prova a sfondare con una applicazione, come sempre gratuita, che permette al paziente o alla sua famiglia di archiviare i propri dati clinici in una cartella personalizzata accessibile attraverso Internet. Basta avere un account Google e andate su http://health.google.com. La fortuna di questa applicazione tuttavia non è ancora decollata e qualcuno sostiene che non sia ancora giunto il tempo di dare le chiavi della cartella clinica direttamente al paziente. Esistono però esperienze che dimostrano il contrario. E’ il caso di Patienslikeme (http://www.patientslikeme.com/) dove i pazienti addirittura condividono le proprie informazioni cliniche e si scambiano consigli pratici. Intanto Google Health rimane uno strumento gratuito semplice che può permettere la conservazione di dati clinici ai pazienti più disordinati e che può essere sincronizzato con la cartella del medico. Google cerca di tenere a distanza gli altri concorrenti come Microsoft che ha un prodotto simile (Health Vault). Troppo presto anche per noi italiani ?

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Una delle applicazioni più importanti per il miglioramento della qualità delle cure è rappresentata dai sistemi per la prescrizione clinica assistita. Questi sistemi implementati sulla cartella clinica elettronica intercettano una serie di informazioni cliniche e verificano che la prescrizione effettuata dal medico sia appropriata, cioè in accordo con la diagnosi e le linee guida correnti. In caso di divergenza il sistema lancia un avviso che potenzialmente ha lo scopo di prevenire gli errori. Naturalmente il fattore umano rimane e uno dei problemi principali di questi sistemi è rappresentato dal fatto che possono generare “abitudine” ed il medico trascura sistematicamente i messaggi di allerta. Nell’articolo pubblicato sull’ultimo numero di JAMIA (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20819851) gli autori fanno una revisione proprio di questi atteggiamenti. Ne viene fuori un quadro complesso che sottolinea come l’ordine e la priorità dei messaggi, il formato, la presenza di altre informazioni nella stessa schermata e perfino il colore dei messaggi possono condizionare il successo di questa tecnica.