Archivio per novembre, 2010

Medici e social networks

Pubblicato: 30 novembre 2010 in web
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Attenzione all’uso dei social networks. E’ questa la raccomandazione dell’American Medical Association ai medici americani. Dato che i contenuti delle informazioni che vengono messe in rete sono, di fatto, pubblici, l’associazione invita tutti i medici a seguire alcune semplici regole di buon senso. L’obiettivo è quello di mantenere separata la parte personale della relazione medico paziente con quella professionale. Ma date un’occhiata ai commenti online, qualcuno non è proprio d’accordo…

Questa l’hanno pensata per una diagnosi privata e istantanea delle malattie trasmesse sessualmente. In fondo con qualcosa di simile ad uno stick in grado di interagire con il telefonino non è difficile pensare a rendere questa procedura personalizzabile. Quindi possiamo pensare anche che un simile sistema possa essere facilmente utilizzato per fare un esame urine un po’ tecnologico. E magari rendere possibile la registrazione longitudinale dei dati misurati. Non sarebbe niente male per esempio per le patologie nelle quali è importante monitorare la proteinuria o qualsiasi altro indice urinario, no ?

Entra in scena un nuovo modo per cercare le informazioni sul web. Un motore per cercare solo in alcuni siti e condividere con altri utenti le proprie scelte. Blekko è una cosa a metà tra il motore di ricerca e il social network. Se ci pensate bene, potrebbe essere un potente strumento collaborativo. Basta immaginare un gruppo di persone interessate ad argomenti clinici simili ognuno dei quali ha una propria lista di bookmarks su misura. Qualcosa di più dei motori di ricerca customizzati già visti altrove. Chissà se qualche utente ha già costruito la prorpia comunità scientifica ?

Google sociale

Pubblicato: 25 novembre 2010 in web
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Ormai il traffico delle informazioni è largamente diffuso sui social network che hanno anche la caratteristica di una tempestività quasi istantanea delle informazioni, più di quella che si osserva sulle ormai “classiche” pagine web. Figuriamoci se Google poteva rimanere a guardare questo cambio di scenario. Così adesso abbiamo Google Realtime, un motore di ricerca che tiene d’occhio i social network e integra i risultato delle ricerche con informazioni da Twitter, Facebook e MySpace. E’ noto che i social network possono giocare un ruolo importante negli aggiornamenti durante le catastrofi naturali e le emergenze in generale. Informazioni utili, quindi, anche per seguire la progressione delle epidemie oppure semplicemente per seguire le news dei congressi in corso ai quali non si riesce a partecipare.

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E’ una applicazione sviluppata per giocare. Ma Kinect, pensato per la Xbox, fa pensare a molti altri usi. Siamo abituati ad impartire comandi al computer attraverso una tastiera e un mouse. Come sarebbe se invece il computer riconoscesse semplicemente i nostri gesti ? Pensate alle applicazioni per la telemedicina: sarebbe facilissimo (e meno meccanico) completare una serie di operazioni per comandare periferiche a grande distanza. Ancora una volta è un’interfaccia per il gioco a ispirare l’innovazione scientifica ?

I pazienti danno i voti ai medici

Pubblicato: 23 novembre 2010 in web
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Perchè essere valutati solo secondo obiettivi aziendali ? In fondo noi lavoriamo per i pazienti ed è quindi giusto che da essi siamo valutati. Questo principio comincia ad essere condiviso da molti e sposato anche da sistemi sanitari nazionali come quello inglese. In Italia pazienti.org comincia a percorrere questa strada strizzando l’occhio alla piattaforma inglese dalla quale prende ispirazione. Probabilmente si tratta di un passo avanti importante nel percorso decisionale nell’interesse del paziente. Soprattutto per innescare un più attivo confronto tra medici e pazienti e fornire una qualità dell’assistenza sempre migliore.

Facebook fa venire l’asma

Pubblicato: 22 novembre 2010 in web
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Data la grande popolarità del social network tra gli adolescenti, sicuramente la notizia interessa i pediatri. Su Lancet è pubblicato un caso di asma innescato dall’uso del popolare social network (e dal cuore infranto del giovane in questione). La comunicazione sembra oggettiva in quanto si basa sulla misurazione del picco di flusso espiratorio prima e dopo il login su Facebook. Il report viene da Napoli, forse uno dei pochi luoghi dove si fa ancora attenzione alle manifestazioni (anche quelle cliniche) associate ai dispiaceri affettivi. Certo una simile osservazione fa venire in mente che sarebbe utile fare uno studio della funzione respiratoria di chi soffre di asma in relazione all’uso di Facebook. Poi però bisognerebbe chiedere loro anche come va con il fidanzato o la fidanzata…Dovesse essere confermata la relazione toccherebbe scrivere sulla home page “Controindicato ai pazienti che soffrono di asma bronchiale”.

Cose semplici per funzioni semplici. Questa si chiama Instant heart rate e si trova nei market di diversi sistemi operativi. Si basa sull’osservazione che la cute delle dita cambia leggermente colore ad ogni pulsazione. Basta mettere il polpastrello del dito indice sulla lente della macchina fotografica del telefonino e, con l’aiuto del flash che si accenderà, l’applicazione calcolerà la frequenza cardiaca. Magari il software non permette di apprezzare altre caratteristiche evidenti con la palpazione del polso, ma il calcolo della frequenza è quasi istantaneo.

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Non c’entra molto con la pediatria, a meno che non la vediamo da parte dei bambini che hanno genitori che parlano continuamente a telefono quando guidano. Not while driving è un’applicazione per Blackberry che serve per evitare di farsi tentare dal telefono mentre si sta guidanto. E’ un’applicazione semplice. Il GPS del telefono “capisce” quando l’auto è in movimento e mette il telefono in stand by. L’auto si ferma e il telefono si riaccende. E’ possibile scavalcare l’azione di spegnimento con un semplice click, ma può essere configurato per inviare una email a un indirizzo predefinito per avvertire dell’infrazione. Questa funzione (molto americana) è pensata soprattutto per i genitori dei neopatentati.

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Insomma non è tutto oro quello che luccia. A giudicare dalla strigliata che il governo americano, attraverso il resposabile delle health information technologies, ha fatto ai suoi servizi sanitari. La classifica dei più dotati punta verso il nord europa e Nuova Zelanda, dove l’accesso alle informazioni cliniche attraverso i mezzi di information technology è quasi universale. Per contro meno del 50% delle strutture sanitarie americane ha già adottato qualche forma di tecnologia al servizio della sanità. In paesi come la Danimarca i pazienti possono già controllare la propria storia clinica accedendo via web ad un portale a loro dedicato. Gli USA hanno riservato alla health information technology qualcosa come 19 miliardi di dollari. Ci si aspetta che l’investimento produca presto buoni frutti.